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Il nuovo NetApp HCI offre performance molto elevate, ha ridotto gli ingombri e aumentato la potenza di calcolo velocizzando la fruizione dei vari servizi.
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Industry

Energy

Country

Italy

Il nuovo NetApp HCI offre performance molto elevate, ha ridotto gli ingombri e aumentato la potenza di calcolo velocizzando la fruizione dei vari servizi.

Servizi su misura
Renco, società italiana fondata nel 1979, inizialmente si occupava di progettazione ed engineering nel settore Oil & Gas. È cresciuta costantemente e oggi ha quattro divisioni principali: Industria, Infrastrutture, Servizi e Gestione degli asset. Per soddisfare le crescenti esigenze dei clienti ha diversificato le proprie attività includendo un'ampia varietà di servizi: tra i principali quelli di consulenza, fornitura di personale tecnico, ingegneria e servizi di costruzione per l'energia, oil & gas, nonché i settori delle infrastrutture civili.

Grazie a numerosi e importanti progetti in oltre 50 paesi, Renco ha acquisito una vasta e rilevante esperienza internazionale ed è diventata una società globale che opera in 16 sedi in 10 paesi in tutto il mondo. Tra i suoi clienti vanta aziende importanti come Agip, Ansaldo STS, British Gas, Cern, Chevron, Elf, Eni, European Central Bank, Commissione Europea, Finmeccanica, HSBC, Saipem e Siemens.

Dall’ibrido all’iperconvergenza
“La nostra proficua collaborazione con NetApp è iniziata diversi anni fa perché ci hanno ‘colpito’ le sue soluzioni innovative. Passando da un’infrastruttura tradizionale a un sistema virtualizzato con VMware, abbiamo adottato le soluzioni storage FAS2220, anche sul fronte del disaster recovery”, spiega Alessandro Giovanelli, IT Manager in Renco. “Il sistema è stato adeguato per lungo tempo perché noi siamo una società di ingegneria - ci occupiamo di progettazione - e non avevamo quindi particolari criticità o esigenze anche sul fronte della disponibilità dei dati”.

Nel corso degli anni però la società è cresciuta soprattutto in termini di business e di servizi da erogare internamente (archiviazione, gestione documentale, ingegneria, software specifici di progettazione) e anche la tecnologia è cambiata e si è evoluta. Tutti questi fattori messi assieme hanno inevitabilmente accresciuto le esigenze in termini di risorse e capacità di calcolo. “Per evitare di acquistare nuovo hardware, siamo passati al cloud ibrido, mantenendo in azienda i sistemi deputati ai servizi critici e spostando esternamente, presso un provider italiano, quelli meno ‘fondamentali’. La scelta si è però rivelata onerosa e anche i sistemi - server e storage - nel frattempo sono diventato obsoleti”, afferma il manager. “Non ci piaceva l’idea di spostare tutto all’esterno - peraltro questa opzione non era nemmeno particolarmente vantaggiosa - e quindi ci siamo consultati con il nostro referente in NetApp che ci ha consigliato NetApp HCI”.

La nuova infrastruttura HCI offre performance molto elevate e, per esempio, nell’elaborazione dei database le tempistiche si sono ridotte drasticamente: si è passati da diverse ore a una ventina di minuti. Inoltre è aumentata anche la sicurezza, in quanto è un sistema di nuova generazione, innovativo e certificato.

Alessandro Giovanelli IT Manager, Renco

Un cambiamento radicale
Renco ha optato per NetApp HCI, l'infrastruttura iperconvergente di nuova generazione di NetApp che come sostiene Alessandro Giovanelli “ci ha cambiato la vita”. La scelta di passare all’iperconvergenza non è stata dettata da particolari esigenze di storage, ma da problemi sul lato computazionale: ovvero server ormai obsoleti che non garantivano performance adeguate.

NetApp HCI si basa su architettura building block a livello di chassis o di nodo. Ogni chassis può contare 4 nodi, storage e/o di calcolo. La configurazione minima include 2 chassis con 6 nodi, 4 di storage e 2 di calcolo. In pratica è quella scelta da Renco e risponde pienamente alle esigenze attuali dell’azienda. “I servizi critici, gestiti internamente, sono stati migrati su questa infrastruttura, sulla quale poggeranno, entro fine anno, anche parte di quelli attualmente gestiti all’esterno”, commenta il manager di Renco. “Fatto che ci consente di risparmiare notevolmente, e di ‘ripagare’ l’investimento - su cinque anni- per l’acquisto del sistema HCI”.

Nuova vitalità ai servizi
“I sistemi erano diventati inadeguati, generando quindi lentezza in alcuni servizi. La nuova infrastruttura HCI offre performance molto elevate e, per esempio, nell’elaborazione dei database le tempistiche si sono ridotte drasticamente: si è passati da diverse ore (cinque o sei almeno) a una ventina di minuti”, spiega Alessandro Giovanelli. “Con il passaggio da dischi SATA a SSD la velocità di accesso ai dati si è incrementata notevolmente. Inoltre è aumentata la sicurezza, in quanto è un sistema di nuova generazione, innovativo e certificato”.

Renco ha ridotto anche gli ingombri all’interno del data center: eliminando un intero rack, il sistema attuale occupa un terzo dello spazio rispetto a quello precedente.

Results

  • Incremento sostanziale delle prestazioni
  • Aumento potenza di calcolo
  • Flessibilità e scalabilità
  • Infrastruttura automatizzata
  • Riduzione spazio occupato

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