I decision maker italiani necessitano di un'infrastruttura IT agile per rispondere a un business sempre più dinamico

Da un’indagine Pan-EMEA condotta da NetApp emerge che solo un quarto degli intervistati in tutta Europa ha fiducia nella propria infrastruttura IT a supporto del processo decisionale. Solo uno su cinque in Italia

Milano, 20 Novembre 2012 – NetApp, leader mondiale nelle soluzioni storage e per la gestione dei dati, ha realizzato un'indagine a livello pan-Europeo tra i decision maker di nove paesi, con particolare attenzione al ruolo fondamentale che le infrastrutture IT giocano oggi per supportare i continui e rapidi cambiamenti del business. I risultati dell'indagine indicano chiaramente che per quasi l'80% degli intervistati ogni anno il processo decisionale dovrebbe avvenire più rapidamente (il 77% in Europa e il 75% in Italia). Nonostante queste esigenze sempre più stringenti, in realtà i decisori impiegano giorni o settimane per trovare i dati di cui hanno bisogno per mettere a punto la strategia aziendale, con conseguenze gravi sul business come la perdita di guadagni o di competitività rispetto ai concorrenti.

"Il mondo delle aziende sta cambiando a un ritmo incredibile, guidato da una grande trasformazione infrastrutturale. Ma lo spirito non si è adattato abbastanza velocemente a questo cambiamento e le aziende si sentono in ritardo a livello di modelli infrastrutturali, senza riuscire a raggiungere i risultati sperati", dice Bruna Bottesi, Country Manager NetApp Italia. "Questi fatti sono confermati dai dati emersi dall'indagine condotta nei diversi Paesi Europei presi in esame e dalla nostra esperienza quotidiana sul campo, dove i clienti manifestano la necessità di un profondo cambiamento per far fronte alle future esigenze di crescita".

I risultati dell'indagine promossa da NetApp mostrano che, poiché il business corre più velocemente, anche le decisioni devono essere prese più celermente. Di conseguenza, l'infrastruttura IT e i dati associati possono diventare o un motore per il business oppure un freno alla crescita. I decisori di tutta Europa sono consapevoli di questo: due terzi del campione riconoscere che il modo in cui sono archiviati i dati incide sulla capacità di prendere decisioni di alto livello, in particolare questo vale nel Regno Unito (85%), in Italia (70%) e in Francia (66% ). I principali fattori che ostacolano il processo decisionale dei C-level sono:

  • La complessità dei dati archiviati nella loro infrastruttura IT, per 54% a livello Europeo (44% in Italia)
  • Il grande volume dei dati archiviati, il 46% in Europa (36% in Italia)
  • Business unit che in autonomia utilizzano servizi al di fuori dell'infrastruttura IT esistente (ad esempio cloud), 33% in Europa (34% in Italia)
  • Problemi di privacy dei dati, il 33% in Europa (22% in Italia)

Sebbene queste barriere siano note, le imprese italiane sono lente nel reagire e nel guidare il cambiamento necessario: solo il 23% degli intervistati in Italia indica di aver rivisto significativamente nel corso degli ultimi tre anni la propria infrastruttura di dati, mentre il 54% ha apportato solo leggere modifiche. Inoltre, solo il 17%, in media, ha accesso immediato ai dati di cui ha bisogno per prendere decisioni mission e business critical. Anche nel Regno Unito, che ha registrato i risultati più positivi, nemmeno un quarto degli intervistati conferma di aver un accesso immediato ai dati (22%).

In Italia, i risvolti negativi sul business dovuti a queste carenze infrastrutturali sono molteplici: per il 34% questo si traduce in mancate revenue, per il 36% la possibile perdita di nuovi clienti e per il 24% la perdita di clienti esistenti, mentre per il 31% la perdita in termini di competitività (31%). In linea con questi risultati, il 79% degli intervistati italiani si lamenta della propria infrastruttura IT che manca dell'agilità e reattività necessaria al business aziendale e sta valutando o ha già investito in nuove tecnologie come il cloud (50%), nella possibilità di accedere ai dati in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo (53%) in soluzioni di data mining (41%) o nel rinnovo delle infrastrutture (38%).

"Quello che emerge tra le righe dalla recente indagine è che molti degli ostacoli al business individuati oggi sono radicati in carenze infrastrutturali. Ma i decisori aziendali devono capire che la tecnologia può essere la risposta per invertire questa tendenza", aggiunge David Gingell, NetApp vice presidente marketing & business development EMEA. "Oggi, le aziende possono diventare più agili e accelerare il proprio business, guadagnando maggiore efficienza e produttività, ma devono pensare in modo diverso per rimuovere la complessità, i costi e le inefficienze che si sono accumulati negli ultimi dieci anni".

L'indagine eseguita, nel novembre 2012, in collaborazione con Vanson Bourne ha coinvolto i C-level di aziende pubbliche e private appartenenti a diversi settori merceologici in nove paesi (Austria, Francia, Germania, Israele, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera e Regno Unito) per un totale di 1.400 intervistati.

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