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Best Practice per VMware vSphere 5

Recentemente NetApp ha pubblicato un aggiornamento alle sue best practice in materia di storage per VMware® che evidenzia le nuove funzionalità di VMware vSphere® 5 e NetApp® Data ONTAP® 8. Questo report tecnico aggiornato copre una serie di nuove funzionalità offerte da VMware, ad esempio Storage DRS, Storage I/O Control e API vStorage aggiornate, così come una serie potenziata di funzionalità presenti in Data ONTAP e Virtual Storage Console (VSC), il plug-in NetApp per VMware vCenter™.

Per questo articolo ho deciso di evitare di concentrarmi sull'aspetto tecnico. Ho pensato che poteva invece essere interessante condividere alcune riflessioni sull'impatto di queste nuove funzionalità e sul report tecnico aggiornato. Le aree chiave sono tre:

  • In che modo le nuove e aggiornate tecnologie di VMware e NetApp ti consentono di virtualizzare esigenti applicazioni business-critical
  • Il ruolo del report tecnico sulle best practice in relazione al resto dei documenti sulle soluzioni congiunte VMware e NetApp nell'archivio tecnico NetApp
  • Come abilitare operazioni cross-domain coordinate e automatizzate in cui le risorse vengono sfruttate in modo dinamico ottemperando al contempo agli standard operativi

Virtualizzazione delle applicazioni business-critical

Come forse molti già sanno, vSphere 5 è l'ultima versione della piattaforma di virtualizzazione VMware per la costruzione di piattaforme cloud. Al suo centro troviamo una serie di miglioramenti pensati per incrementare la scalabilità della piattaforma. vSphere è l'infrastruttura virtualizzata ideale, in grado di soddisfare le esigenze in materia di performance e risorse dei più grossi carichi di lavoro applicativi, tra cui applicazioni ERP quali SAP®, piattaforme di database quali Oracle® e Microsoft® SQL Server® e suite di collaborazione quali VMware Zimbra e Microsoft Exchange Server.

Con VMware vSphere 5 è possibile implementare "monster VM" ovvero macchine virtuali configurate con un massimo di 32 CPU virtuali e 1 TB di memoria. Per avere un metro di paragone, in vSphere 4.1 una macchina virtuale era limitata a 8 CPU virtuali e 255 GB di memoria. Il team di progettazione VMware ha superato se stesso con un tale incremento della capacità di elaborazione.

Ovviamente l'infrastruttura cloud richiede un solido storage e i tecnici NetApp hanno tenuto il passo delle loro controparti VMware. Con ONTAP 8 NetApp ha introdotto progressi analoghi in materia di scalabilità, ideali per il supporto della massiccia infrastruttura cloud supportata da VMware. Ad esempio, siamo in grado di supportare volumi flessibili (volumi FlexVol®) fino a 100 TB di dimensioni e con tecnologie quali la deduplica e FlexClone® è possibile archiviare fino a 640 TB di dati un volume FlexVol. Questo tipo di over-subscription dello storage non ha rivali nel settore.

NetApp ha anche potenziato le performance dell'intelligence di deduplica nelle cache storage dei suoi array. La cache del controller di storage compatibile con la deduplica è un'esclusiva NetApp ed è una funzionalità che abbiamo sviluppato e portato sul mercato specificamente per l'uso in congiunzione con la virtualizzazione del server. Se hai dimestichezza con i vantaggi in termini di prestazioni di VMware Transparent Page Sharing, immagina tale tecnologia calata nella cache di un array storage. Quello di NetApp è il solo array che consente l'accesso ai dati memorizzati nella cache di una VM durante la gestione di una richiesta successiva da parte di un'altra VM.

Si tratta di una tecnologia davvero rivoluzionaria, che consente più prestazioni con meno hardware storage. Abbiamo dimostrato che questa funzionalità incrementa la performance complessiva di un'infrastruttura virtuale offrendo allo stesso tempo risparmi in termini di storage sfruttando tecnologie basate sulla condivisione di blocchi, quali la deduplica, FlexClone e Snapshot™.

La tipica configurazione VMware applicata alle soluzioni NetApp include spesso componenti aggiuntivi quali:

  • Suite di protezione dati NetApp per l'integrazione a livello di applicazione di business continuity e backup
  • NetApp OnCommand™ Insight Balance per garantire il service level grazie alla consapevolezza e alla trasparenza di applicazioni e infrastruttura
  • vSphere Storage I/O Control per fornire qualità di servizio fino al livello di una singola macchina virtuale
  • Storage Distributed Resource Scheduler (SDRS) per un'intelligence superiore nella collocazione di oggetti storage relativi alle macchine virtuali
  • API vStorage, potenziate in vSphere 5 per espandersi dalla SAN al NAS

Queste ed altre funzionalità rappresentano il culmine degli sforzi congiunti dei team di progettazione di VMware e NetApp per la realizzazione di una piattaforma a prestazioni elevate più solida e scalabile per la virtualizzazione di applicazioni enterprise. Naturalmente abbiamo aggiornato il nostro documento di base sull'implementazione di soluzioni VMware basate su NetApp, il report TR-3749, in modo da essere sicuri che le best practice pubblicate coprano tutte le nuove funzionalità.

NetApp, VMware e la nostra documentazione

Diversi anni fa il team di progettazione NetApp per le soluzioni VMware ha creato una serie di documenti tecnici. Chiunque implementi VMware vSphere su una soluzione NetApp può iniziare con il report TR-3749; si tratta del riferimento NetApp per l'implementazione di VMware vSphere nelle piattaforme storage NetApp. Questo documento descrive la configurazione delle funzionalità a valore aggiunto NetApp e fornisce le best practice per l'implementazione sia di vSphere 4 che di vSphere 5 (comprese le funzionalità di cui parlavamo sopra).

Una volta implementata la tua infrastruttura conformemente al report TR-3749, puoi implementare ulteriori soluzioni VMware e NetApp congiunte. Per la business continuity puoi fare riferimento al nostro report tecnico su VMware Site Recovery Manager. Oppure, se stai implementando desktop virtuali come parte di una strategia di computing per l'utente finale, potresti dare un'occhiata anche al report tecnico relativo a VMware View su NetApp. Lo stesso modello è applicabile a soluzioni con VMware vCloud Director o alla virtualizzazione delle applicazioni business-critical e così via. Come puoi vedere, il report TR-3749 è una vera e propria pietra miliare per il successo della soluzioni VMware su NetApp.

Vorrei sottolineare, infine, che tutti questi report tecnici prescindono dall'infrastruttura hardware sottostante. Coprono cioè la piattaforma array NetApp, l'hypervisor VMware e una serie di applicazioni gestionali e operative di VMware, ma non l'infrastruttura di elaborazione e di rete.

Per coloro che cercano una soluzione più completa, NetApp e Cisco offrono l'unica piattaforma infrastrutturale unificata del settore con FlexPod™. FlexPod è una piattaforma completa costituita da storage, networking e computing che può essere eseguita in modalità virtuale, bare metal o come una combinazione di entrambe. Pertanto le guide di progettazione e implementazione per VMware su FlexPod vengono sviluppate congiuntamente con il nostro team di progettazione VMware così da poter garantire coerenza nella capacità di offrire una soluzione best-in-class, sia che tu stia implementando VMware su NetApp o l'architettura FlexPod preconvalidata.

VMware è uno dei principali partner tecnologici di FlexPod e abbiamo sviluppato molte soluzioni VMware per FlexPod. Se sei un cliente FlexPod o un prospect, dai un'occhiata alla documentazione Cisco® Validated Design (CVD), anch'essa progettata in modo modulare. Come punto di partenza, dovresti fare riferimento alla CVD di base per l'implementazione di VMware su FlexPod.

Abilitare l'automazione delle operazioni cross-domain

Procedendo nei nostri sforzi di virtualizzazione, vediamo la piattaforma di virtualizzazione del server come il nuovo standard per l'offerta di servizi IT per tutto il data center. I business leader comprendono questa proposta a valore e chiedono sempre più di standardizzare il resto dell'infrastruttura allo scopo di semplificare e ottimizzare le operazioni del data center. Per farla semplice, la standardizzazione abilita l'orchestrazione delle operazioni, che a sua volta garantisce l'automazione dei processi di business.

Il funzionamento dei servizi all'interno della tua infrastruttura dovrebbe essere coerente e ripetibile e tu dovresti avere la possibilità di implementare la migliore configurazione per qualsiasi applicazione o servizio. Nel report TR-3749 viene spiegato come puoi assicurarti questi vantaggi semplicemente utilizzando il plug-in NetApp per VMware vCenter, Virtual Storage Console (VSC). In generale, VSC versione 2.1.1 offre tre aree funzionali:

  • Monitoraggio dell'infrastruttura VMware e NetApp. Ciò fornisce trasparenza, reporting e la configurazione automatizzata e senza interruzioni delle impostazioni di configurazione relative allo storage negli host VMware ESXi™.
  • Provisioning di storage e cloning di macchine virtuali. Semplifichiamo e automatizziamo il provisioning di storage e l'implementazione delle tecnologie per l'efficienza dello storage NetApp quali la deduplica e la compressione. Offriamo inoltre il cloning hardware-accelerated di VM attraverso l'integrazione di FlexClone (che supporta VAAI). Queste funzionalità possono essere implementate sia che tu decida di gestire l'array NetApp fisico o, come stanno facendo sempre più clienti, di implementare la nostra tecnologia basata su un profilo di storage virtuale, che abbiamo chiamato vFiler®. Quest'ultima ci consente di gestire i tuoi dati separatamente dagli array fisici, analogamente al modo in cui una VM è separata dall'host fisico (o server).
  • Funzionalità di backup e ripristino basata sulla tecnologia Snapshot hardware-accelerated di NetApp, che offre un metodo di backup automatizzato, agentless e basato su policy, molto diverso dalla tradizionale metodologia che prevede l'installazione di un client all'interno di una macchina virtuale e l'estrazione dei dati su nastro. Oltre ad essere agentless e basato su policy, questo metodo ti offre tempi di ripristino più rapidi rispetto al nastro o ai backup su una piattaforma di storage separata basata su disco.

Adesso che abbiamo visto le tre aree funzionali di base di VSC, ovvero il monitoraggio, il provisioning e il backup, vorrei tornare all'argomento più ampio dell'automazione dell'infrastruttura. Hai bisogno di integrazione perfetta nella tua infrastruttura in modo che l'amministratore dello storage e l'amministratore VMware a un livello di base (e nella realtà la stessa figura è generalmente amministratore dello storage, amministratore di rete, amministratore del computing e amministratore VMware) lavorino in modo coordinato affinché i sistemi siano configurati in modo ottimale per supportare i servizi. Abbiamo bisogno di ciò che definirei esecuzione cross-domain o cross-management-boundary.

Virtual Storage Console offre questa funzionalità agli amministratori dello storage e VMware. Modifica il ruolo dell'amministratore dello storage da figura che fornisce storage per l'amministratore VMware, che questi a sua volta utilizza, a un modello in cui l'amministratore dello storage può assegnare pool di risorse di storage all'amministratore VMware.

Le responsabilità dell'amministratore VMware e dell'amministratore dello storage quando si utilizza il plug-in VSC vCenter.

Figura 1) Le responsabilità dell'amministratore VMware e dell'amministratore dello storage quando si utilizza il plug-in VSC vCenter.

Queste risorse possono essere sia risorse fisiche, quali serie di dischi (ciò che NetApp definirebbe un aggregato) o interfaccia fisiche, come le porte Ethernet, oppure possono essere risorse logiche o virtuali, ad esempio o volumi flessibili (volumi FlexVol) e le interfaccia virtuali. Una risorsa virtuale può anche essere ciò che definirei un profilo di storage virtuale, ciò che NetApp chiama unità vFiler. Anziché su un controller storage fisico, all'amministratore VMware viene dato il controllo su un sistema storage virtuale che costituisce un sottoinsieme di un sistema storage fisico.

Che siano fisiche o virtuali, queste risorse non vengono fornite all'amministratore VMware; in pratica garantisci il controllo di risorse specifiche all'amministratore VMware. E puoi restringere tale controllo ed applicare policy di livello enterprise: backup, compliance, sicurezza e così via. Attraverso il plug-in VSC per VMware vCenter, l'amministratore VMware può oggi utilizzare queste risorse on-demand, non può superare mai i limiti di risorse stabiliti dall'amministratore dello storage e deve ottemperare alle policy predisposte dall'amministratore dello storage.

VSC garantisce che le tue best practice in materia di storage siano applicate alle risorse utilizzate dall'amministratore VMware. Ciò ti fornisce un incrocio top-down e bottom-up tra la tecnologia di storage e la tecnologia VMware. Il carico di lavoro dell'amministratore dello storage a supporto dell'amministratore VMware è ridotto; i servizi possono essere messi online più rapidamente, sono più dinamici, i livelli di servizi e le performance sono garantiti e i controlli e i bilanciamenti vengono implementati automaticamente.

Avrai così con un'infrastruttura IT che funziona meglio, un risparmio in termini di tempo e una riduzione delle risorse utilizzate, e gli amministratori VMware e dello storage possono dedicare il tempo risparmiato ad altre aree.

Di tutti i punti di integrazione che creiamo, credo che questo sia quello più frainteso. Gli amministratori dello storage guardano VSC e pensano che faccia dell'amministratore VMware un amministratore dello storage. Non è affatto così. Nelle PMI, in cui tipicamente gli amministratori hanno più funzioni, VSC aiuta queste figure gestire tutte le loro mansioni. In un'azienda di grandi dimensioni in cui la gestione dello storage e quella di VMware sono separate, VSC semplifica la comunicazione fra le funzioni. Gli amministratori dello storage mantengono il controllo sull'infrastruttura di storage gestendo allo stesso tempo quest'ultima per l'infrastruttura virtuale, quella fisica, le soluzioni di backup su disco e così via. Gli amministratori dello storage vogliono standardizzazione e coerenza per tutti questi casi di utilizzo e allo stesso tempo desiderano abilitare gli amministratori VMware in modo che si muovano il più velocemente possibile mantenendosi allo stesso tempo conformi alle policy.

Conclusioni

Il report TR-3749 spiega in che modo NetApp e VMware lavorano insieme per aiutarti a:

  • Gestire con successo applicazioni business-critical
  • Offrire le performance più elevate
  • Fornire l'infrastruttura più efficiente in termini di consumo delle risorse
  • Automatizzare il funzionamento della tua infrastruttura virtuale

Se queste quattro aree sono tra quelle che ti preoccupano in relazione all'implementazione di VMware su NetApp, ti consigliamo di scaricare il report TR-3749 e di accertarti di implementare gli strumenti e le raccomandazioni descritti.

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Vaughn Stewart
Director for Cloud Computing e Virtualization Evangelist
NetApp


Oltre a essere direttore per il Cloud Computing, Vaughn è "vitualization evangelist" in NetApp. Rappresenta NetApp in seno alla Open Virtualization Alliance, scrive il blog The Virtual Storage Guy, è coautore del libro di prossima uscita "Virtualization Changes Everything", è in attesa di vedersi riconosciuto un brevetto, è riconosciuto da VMware come vExpert e vanta numerose certificazioni di settore.


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Oltre agli articoli occasionali per Tech OnTap, Vaughn gestisce un blog, The Virtual Storage Guy, dove tratta un'ampia gamma di argomenti riguardanti la virtualizzazione e il cloud. Non lasciarti sfuggire il suo libro "Virtualization Changes Everything" di prossima uscita e dai un'occhiata al suo video su FlexPod, comparso l'anno scorso su Tech OnTap.

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